Il Post prende il nome dal Washington Post, si rifà ai temi di Huffington Post, Slate, Daily Beast, e così lo presenta il suo fondatore, il giornalista e blogger Luca Sofri: "Non ha un nome, una cosa così: giornale on-line, si dice ancora, ma è un nome che allude a un contenitore di notizie che è stato molto ribaltato in questi anni e nasconde le dimensioni di questo cambiamento. Ci sono dei giornali on-line, sì: sono fatti come dei giornali, a volte bene, a volte no, e sono on-line. Quello che sarà Il Post, invece, ha modelli solo americani: ma anche lì non sanno ancora come chiamarli. Strano, no? Si inventano parole per tutto. Invece li chiamano siti di news o ancora blog, o ancora superblog. Il Post è uno di questi: per metà aggregatore (altro termine equivoco), per metà editore di blog. Ha una redazione che pubblica notizie, storie, informazioni raccogliendole in rete e fuori dalla rete, e linkando e segnalando le fonti. E una famiglia di blog affidati ad autori di diverse qualità e competenze ma con cui Il Post condivide un'ambizione di innovare la qualità delle cose italiane, nel suo piccole. [...] un prodotto elitario per maggioranze: alla fine siamo sempre ai fatti e alle opinioni, anche se non c'è più separazione: i fatti insieme alle opinioni".
Intanto, quindi, lo definiamo un nuovo giornale on-line, nato nel 2010, che si può trovare all'indirizzo www.ilpost.it; si nota subito una valida sezione blog che si avvale di firme prestigiose come quelle di Giovanni Floris, Flavia Perina, Paolo Virzì e tanti altri.
E' molto interrattivo e offre una navigazione interna semplice e non troppo affollata: il menù sootto il titolo è diviso in
Intanto, quindi, lo definiamo un nuovo giornale on-line, nato nel 2010, che si può trovare all'indirizzo www.ilpost.it; si nota subito una valida sezione blog che si avvale di firme prestigiose come quelle di Giovanni Floris, Flavia Perina, Paolo Virzì e tanti altri.
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Questo blog offre degli approfondimenti su temi già noti, è un appoggio per il lettore che vuole integrare la sua conoscenza: sfrutta sia i vantaggi del web, cioè di fronte a una grande quantità di notizie seleziona quelle ritenute più interessanti, sia le prestigiose firme di giornalisti noti sulla carta stampata, integrando in modo intelligente ed equilibrato i due mondi dell'editoria e fungendo da filtro per il lettore.
In tempi meno maturi c'era già stata l'esperienza de Il Nuovo, giornale on-line diretto da Sergio Luciano: durò molto poco, per colpa del progetto troppo presuntuoso. Sembra, invece, che il superblog di Luca Sofri stia avendo molto successo, per il suo piano concreto, dalla giuste dimensioni e curato nel dettaglio.
La redazione è composta da 5 persone, assunte grazie a un annuncio su www.wittgenstein.it, il famoso e decennale blog di Sofri, che ottiene ogni giorno un alto numero di visitatori, circa 10 mila. E' gratuito, poichè il suo business si basa sulla pubblicità, e basta registrarsi per lasciare un commento.
Lascio parlare il fondatore: "Ambizioni, parecchie. Piedi per terra, altrettanti. Ci metteremo un po' a fare tutte le cose che vorremmo fare (tutte tutte, a essere sinceri con se stessi, non ci riusciremo mai). Ma ne vorremmo fare molte. Introdurre di più Internet nel sistema dell'informazione italiana, migliorare la qualità e l'affidabilità delle news e del giornalismo, rivedere le gerarchie delle notizie a cui siamo abituati, raccontare cose interessanti e che cambiano il mondo. Farsi venire delle idee. E farsi leggere senza il doping del sensazionalismo, dell'allarmismo e delle fesserie da tabloid."
Questo blog offre degli approfondimenti su temi già noti, è un appoggio per il lettore che vuole integrare la sua conoscenza: sfrutta sia i vantaggi del web, cioè di fronte a una grande quantità di notizie seleziona quelle ritenute più interessanti, sia le prestigiose firme di giornalisti noti sulla carta stampata, integrando in modo intelligente ed equilibrato i due mondi dell'editoria e fungendo da filtro per il lettore.
In tempi meno maturi c'era già stata l'esperienza de Il Nuovo, giornale on-line diretto da Sergio Luciano: durò molto poco, per colpa del progetto troppo presuntuoso. Sembra, invece, che il superblog di Luca Sofri stia avendo molto successo, per il suo piano concreto, dalla giuste dimensioni e curato nel dettaglio.
La redazione è composta da 5 persone, assunte grazie a un annuncio su www.wittgenstein.it, il famoso e decennale blog di Sofri, che ottiene ogni giorno un alto numero di visitatori, circa 10 mila. E' gratuito, poichè il suo business si basa sulla pubblicità, e basta registrarsi per lasciare un commento.
Lascio parlare il fondatore: "Ambizioni, parecchie. Piedi per terra, altrettanti. Ci metteremo un po' a fare tutte le cose che vorremmo fare (tutte tutte, a essere sinceri con se stessi, non ci riusciremo mai). Ma ne vorremmo fare molte. Introdurre di più Internet nel sistema dell'informazione italiana, migliorare la qualità e l'affidabilità delle news e del giornalismo, rivedere le gerarchie delle notizie a cui siamo abituati, raccontare cose interessanti e che cambiano il mondo. Farsi venire delle idee. E farsi leggere senza il doping del sensazionalismo, dell'allarmismo e delle fesserie da tabloid."

Interessante! Il tuo articolo mi ha chiarito un pò le idee. In realtà non avevo ben capito che cosa fosse il Post!
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