mercoledì 9 giugno 2010

Festival della Fotografia Europea

Dal 7 maggio al 13 giugno, Reggio Emilia ospita la quinta edizione di questo festival, che ha come tema principale l'incanto ( www.fotografiaeuropea.it).
Dal sito, ecco la presentazione:

"L'incanto per noi è il senso, la direzione di uno sguardo ancora affascinato senza essere sedotto, uno sguardo meravigliato, positivo, proiettato in avanti, che sa vedere diversamente e altro in ciò che ha di fronte, che non si lascia trascinare indietro da eccessiva nostalgia, che d'altra parte non si blocca nell'analisi e nel rispecchiamento del presente, ma interroga in esso i segni della trasformazione e del cambiamento.
Si parla tanto di immaginario, si fantastica o si proiettano aspettative e desideri, ma si è completamente abbandonata ogni riflessione sull’immaginazione. L’immagine fotografica è un potente mezzo per questo tipo di riflessione, perché non restituisce soltanto l’esperienza di ciò che fissa, ma anche lo sguardo che vi si è posato, il pensiero che ha voluto restituirlo o si è voluto disperdere in quel semplice residuo di realtà. [...] Per questo le immagini quando ci commuovono, quando ci avvicinano a ciò che ci chiedono, è perché le stiamo guardando incantati.
Della fotografia ci interessa proprio questa sua capacità di mostrarci le cose diversamente da come siamo convinti di vederle".

So ben poco di arte in generale e fino a pochi anni fa usavo solo le Kodak usa e getta, ma le mostre fotografiche sono sempre interessanti, anche se si ignora l'artista e si conosce poco la materia; basta svuotare la testa e guardare e in questo non c'è molto di intellettuale, per fortuna.
Purtroppo non potrò visitarla per motivi di lontananza, ma mi sono informata su un artista che esporrà la sua collezione, intitolata Real Landscapes: si tratta di Thomas Wrede, nato nel 1963 in Germania. Gli spazi sconfinati che immortala vogliono far riflettere sulla percezione della realtà: mucchietti di terra diventano montagne rocciose impervie, una pozzanghera un oceano e così via. All'interno di questi paesaggi reali ma "camuffati" dalla prospettiva-rasoterra, Wrede inserisce dei piccoli manufatti in scala (una casa, una macchina,...) perfettamente integrati nella fotografia, seppure finti.
Cos'è reale? E cos'è autentico?
Un'ulteriore prova che l'occhio coglie quello che vuole vedere e che basta molto poco per trasformare la realtà.







“Voglio trovare il punto esatto in cui l’osservatore sia colto dal dubbio che si tratti di un set, piuttosto che di un paesaggio reale e, solo in un secondo tempo, si accorga di alcune discrepanze e incongruenze nelle proporzioni. Sono piccoli mondi che possono esistere solo nell’illusione fotografica e che si fondono con le immagini presenti nella memoria dello spettatore”.

T. Wrede


1 commento:

  1. Oddio che bella! Sabato c'è un feswtival a Colorno di foto... io espongo le mie!!! Se vi capita di passare....

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