martedì 15 giugno 2010

Manette, sì o no?

Non voglio parlare di eccentriche pratiche erotiche, quindi rilassatevi; mi riferisco ad un articolo nel Corriere della sera di oggi, riguardante le immagini di ieri del trasferimento di Fabio De Santis dal carcere di Sollicciano al Tribunale del Riesame di Firenze (inchiesta sul G8). La notizia sta tutta nelle manette che imprigionano i polsi dell'ex Provveditore alle Opere Pubbliche toscane: infatti, dopo Mani Pulite, si è stabilito il divieto di ritrarre persone con i ferri ai polsi o di diffondere immagini di persone in stato di detenzione senza il consenso di questi, in nome del principio della presunzione di innocenza.
Nell'articolo, intitolato De Santis portato via in manette. Polemiche, interviene il garante, l'autore Marco Imarisio riferisce le reazioni dei media quasi unanimi nel deprecare le immagini in questione, mentre il Tg2 delle 13 ha accettato di trasmetterle per sottolinearne la vergogna.
Sono rimasta colpita da questa faccenda perchè proprio ieri stavo studiando un libro sul giornalismo e sul codice deontologico e etico degli iscritti all'albo, e tra le norme era indicata proprio questa relativa alle manette; mi stavo chiedendo come mai si desse tanta importanza a un particolare del genere, quando ho aperto il giornale. Sono un po' perplessa, non capisco perchè siano concesse le foto di Tizio portato via dai poliziotti e non le foto di Sempronio con le manette. Mi sembra che una discussione su questo argomento sia davvero paradossale, dal momento che il giornalismo, attualmente, ha ben altri problemi che non scontentare qualche potente che non vuole vedere la propria immagine rovinata.
Se una persona va in prigione, non importa come ci arriva, se libero, se ammanettato, se facendo le capriole, vuol dire che o ha commesso un reato o che è sospettato di qualcosa di non lecito: non sono le manette a condannare un uomo, ma il giudizio della magistratura.

E' un pensiero che esterno a caldo, non è un parere definitivo: infatti nell'articolo si citava un precedente storico all'origine di questa norma, cioè il tragitto di Enzo Carrara, ex deputato Dc, che nel 1993 venne condotto in Tribunale con le manette, per poi essere "liberato" grazie all'intervento di Antonio Di Pietro. Non conosco questo fatto e sono poco informata su Mani Pulite, quindi ammetto che l'opinione espressa sopra è molto personale e limitata.

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