giovedì 6 maggio 2010

Terza lezione (venerdi 30 aprile)

Anche se la lezione è iniziata in ritardo, cioè alle 16.30, l'ho "accusata" tantissimo; forse perchè avevo portato il pc e la mia concentrazione vacillava, o perchè proprio non riuscivo a prendere appunti, o perchè l'argomento trattato mi ha portato a un discreto livello di ansia.

Il discorso era quello che noi studenti di Giornalismo ci sentiamo ripetere già dal corso diel professor Triani: l'editoria on-line e quella cartacea, somiglianze e differenze, evoluzioni e involuzioni, cos'è meglio e cos'è peggio, vincitori e perdenti. So bene che Internet ha rivoluzionato praticamente tutto, è un discorso che abbiamo affrontato ormai innumerevoli volte e l'abbiamo davvero ben capito; sono (quasi) certa che i professori non siano dei sadici e non godano nel mostrarci un futuro tutt'altro che allettante, però dateci un po' di tregua! Il mondo, negli ultimi 15 anni, sta andando ad una velocità pazzesca, quasi insostenibile, e noi ragazzi ci abbiamo vissuto proprio in mezzo, mentre i professori hanno probabilmente potuto costruire il loro percorso lavorativo con più calma, seguendo le loro inclinazioni, senza essere costantemente sottoposti a input tanto rapidi che non abbiamo nemmeno il tempo di comprenderli. Non siamo estranei a Internet, come gran parte dei nostri genitori, e non siamo nemmeno nativi digitali: siamo la generazione nel mezzo, dei bastardi. Capiteci solo un po'.
Ovviamente il prof. Alfonso non c'entra nulla con questo sfogo, so bene che ci sta solo mostrando il mondo del giornalismo oggi, però forse un po' di ottimismo, un incoraggiamento qua e là non ci farebbero male.

Riassumo in breve la lezione, cercando di farmela andare giù:
  • il calo di lettura dei quotidiani cartacei ha colpito soprattutto le grandi testate, dotate di un buon sito web, mentre quelle locali, non molto sviluppate a livello digitale, non vivono la stessa crisi.
  • il web offre ai siti la possibilità di sapere che soggetti lo visitano, come, quando, per quanto, quanto spesso: ci sono società che si occupano proprio di queste analisi e calcolano il numero di utenti al mese, il numero di pagine visitate, il numero di utenti nel giorno medio. Questi meccanismi di verifica permettono di raccogliere una quantità di dati (profilature) che nel mondo cartaceo non è possibile avere, se non quante copie di un giornale sono state vendute: navigando Internet, invece, si lascia sempre delle una scia, anche se labile.
  • Google offre servizi a pagamento di questo tipo, per fare delle statistiche (per esempio le top 10, etc): Google Analytics.
  • E' un nuovo ambito lavorativo da tenere in considerazione.
  • Abstract, clipping, back office, feed, google alert: elementi innovativi che dobbiamo imparare a conoscere per risparmiare tempo sul lavoro (per le definizioni vedere www.questoblognondiceniente.blogspot.com)
  • Abbiamo visitato nuovamente il sito Repubblica.it, discutendo insieme su ciò che è cambiato rispetto alla precedente homepage: vuole essere più multimediale, con gallerie fotografiche e video che fino a tre anni fa era difficile trovare sui siti dei quotidiani (mancanza della capacità di banda e di altre tecnologie come gli smartphone). Da non dimenticare che nonostante le redazioni on-line siano ancora "embrionali" (Repubblica.it ha 45 tra giornalisti e tecnici, Corriere.it 20), certi quotidiani hanno milioni di utenti al mese. La nuova homepage di Repubblica è meno intuitiva,i canali in alto nella barra dei menù sono più evidenti perchè funzionali alla pubblicità; si è voluta ispirare a quella del Corriere.it, la concorrenza. Quella che offre è una navigazione completa ma poco giornalistica. Appare sempre di più come sul web il testo sia un elemento superfluo, destinato alle firme autorevoli.

1 commento:

  1. Non solo la tua concetrazione vacillava. Il fatto è che è vero, noi studenti di Giornalismo sentiamo parlare sempre delle stesse cose:vogliono che ci entri bene in testa o non hanno altro da dire??

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