martedì 25 maggio 2010

Italo, mon amour



E' con immenso piacere che accolgo la notizia della nascita di Italo, il nuovo messia per i milioni di italiani che ogni giorno decidono di usare il treno per i loro spostamenti. Voglio pensare che con Italo dimenticheremo anni di ritardi, coincidenze perse, ore in piedi al caldo o al freddo (ogni stagione ha la sua), spesso con valigie pesanti, accompagnando bambini o anziani, biglietti costosi per un servizio mediocre, nessun rimborso a parte "Trenitalia si scusa per il disagio", personale ferroviario svogliato e maleducato, carrozze che per quanto riguarda la pulizia hanno molto a che spartire con le stalle. Italo ci renderà la vita meno stressante, ci risparmierà ulcere e crisi di pianto al binario X e decine di euro spese in ricariche di cellulari per avvisare mariti/mogli/fidanzati/amanti/datori di lavoro di un non precisato ritardo.

Dal settembre 2011, niente più odissee, e soprattutto la possibilità di scegliere l'azienda ferroviaria che preferiamo: infatti, da questa data, finirà il monopolio di Trenitalia (quel "Grazie per averci scelto" degli annunci registrati sa molto di presa in giro), che dovrà confrontarsi con il neo nato NTV, il primo operatore privato italiano sulla rete ferroviaria ad alta velocità, di cui Italo fa parte.
E' il nuovo progetto di Luca di Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo, i quali, aiutati da Intesa S.Paolo, hanno creato Nuovo Trasporto Viaggiatori. Questa azienda offrirà 25 treni che collegheranno le principali città italiane tra cui Napoli, Roma, Bologna, Torino, Venezia; promette prezzi molto contenuti, confort, connettività, sostenibilità ambientale, senza contare le centinaia di posti di lavoro, 300 dei quali a Nola, in Campania, dove sta sorgendo una tecnologica officina di manutenzione per la flotta di Italo, il cui costo si aggira intorno ai 90 milioni di euro.

Sembrerebbe tutto perfetto, ma occorre molta cautela: è facile fare promesse, la vera sfida è mantenerle.
E' comunque un avvenimento importante, che magari potrebbe incentivare Trenitalia ad un totale rinnovamento, se non per rispettare i diritti del cliente, almeno per tenerselo stretto: impresa davvero ardua, visto il livello di esasperazione a cui i viaggiatori sono arrivati.

Personalmente, se il prezzo uguale o di poco superiore a quello di un Intercity (seconda classe) di Trenitalia, non ho dubbi: sposerò Italo (uno dei 25). Non m'importa se farà 5 o 10 minuti di ritardo, se non mi offrirà la Tv o la connessione wireless a banda larga che ha promesso, se avrò meno possibilità di scegliere l'orario per partire, sceglierò NTV. Trenitalia mi ha tradita, usata e gettata via, convinto, a ragione, che tanto tornerò da lui: è come un pessimo fidanzato che non si lascia per abitudine e perchè, in fondo, si crede che nessun altro vorrà stare con noi.
Siamo stati insieme 9 anni, e non l'ho mai tradito. Ho sempre pagato il biglietto, ho cercato ad ogni viaggio di trattarlo con rispetto, anche quando sotto il mio sedile trovavo il materiale più svariato, ho sopportato, più o meno in silenzio i suoi cambiamenti d'umore e sono andata oltre le percosse fisiche, come quando una porta si è chiusa improvvisamente mentre salivo; ho alzato la testa solo quando le porte dell'Eurostar da Roma non si sono aperte alla fermata di Mestre, costringendomi a scendere al capolinea, cioè Venezia. Ho protestato e a gran voce, gli ho chiesto che almeno mi rimborsasse il biglietto per tornare alla mia fermata (la cifra astronomica di 2,35 euro!), ma anche lì si è dimostrato cocciuto e arrogante.

Adesso ho un'alternativa, quindi ti lascio, Trenitalia, e mi prendo la mia rivincita con Italo.

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